Post

Vedove di Camus - recensione

Vedove di Camus è un romanzo rigoroso. Appena sotto la sinossi, in effetti, si legge: "Con estro e rigore, Elena Rui indaga le vite di queste quattro voci femminili di fronte all'ineluttabilità della disgrazia". Il rigore è la spina dorsale e la croce di questo romanzo, che definirei una biografia in forma di analessi. Spina dorsale perché tutte le informazioni sui sentimenti e sulle reazioni di questo o quel personaggio, sul loro vissuto e sul loro legame con l'autore sono frutto di una ricerca attenta, minuziosa e fedele alla realtà, testimoniata dalla corrispondenza fitta dell'autore e dei suoi affetti e dal fatto che Camus fosse una figura pubblica e quindi spesso al centro della cronaca e della vita intellettuale e, a tratti, politica della Francia. Croce perché un simile rigore scientifico non poteva non tradursi in uno stile schematico, cantilenante e quasi saggistico. Questi elementi, che contribuiscono a rendere il romanzo di estremo rilievo, smorzano - e...

Il fondo dell'altalena

Il lato inferiore del fondo dell'altalena è nero e di gomma e pieno di foglie marce infilate negli angoli. Chi avrà messo le foglie lì? Il vento non può averle fatte incastrare, deve essere la trovata di qualche fesso, di quelli che prendono i vermi e te li sventolano in faccia per farti schifare, che poi sono gli stessi che attaccano le caccole sotto al banco. Per tutta la seconda sono stata costretta a sedere accanto a Giovannino, che non faceva altro che scaccolarsi. L'idea della Maestra Vittoria era che io lo aiutassi a mettersi in pari, l'idea condivisa da me e Giovannino era che stessimo ben attenti a non rischiare di somigliarci, non parlarci e non toccarci mai. Avrei voluto sedere vicino a Marco, che mi presta i Geronimo Stilton profumati che mia madre non vuole assolutamente comprarmi. In ogni caso, oggi gli allenamenti di altalena stavano andando alla grande grazie al tifo di un pubblico speciale. Sono molto brava in questa disciplina, tra le migliori: parto impri...